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Architetture delle colline e degli altipiani centro-meridionali

In offerta!

di Atzeni Carlo

Architetture delle colline e degli altipiani centro-meridionali

38,00 19,00

Manuali del Recupero

Descrizione pubblicazione

Marmilla, Trexenta, Sarcidano, Siurgus, Gerrei, Marghine, Planargia, Barigadu, Montiferru, Guilcer

Il quarto volume IV “Architetture delle colline e degli altipiani centromeridionali” della collana Manuali del Recupero dei Centri Storici della Sardegna, si occupa di una consistente porzione del territorio regionale in cui l’insediamento è particolarmente capillare, costituito com’è da una rete di piccoli centri fortemente strutturata a presidio dell’agro.
Si tratta di un ambito che comprende numerose regioni storiche della Sardegna, tra cui le grandi aree a vocazione cerealicola della Marmilla e della Trexenta, gli altipiani terrazzati del Gerrei, gli altipiani della Sardegna centrale in prossimità della media valle del Tirso e della valle del Temo, le pendici dei rilievi del Montiferru, in cui i caratteri dell’abitare e del costruire presentano forti analogie, pur in un quadro estremamente particolato e complesso.
In queste aree la cultura dell’introversione, che nella casa a corte delle colline centro meridionali trova il proprio modello
di riferimento, si confronta con le forme più arcaiche delle case elementari a sviluppo cellulare appartenenti agli ambiti
degli altipiani e dei rilievi centro-occidentali, specialmente nelle regioni del Barigadu, del Guilcer e del Montiferru.
La costruzione lapidea unifica l’architettura popolare, ma presenta elementi di forte differenziazione linguistica e tecnologica legati alle differenti culture materiali che in essa si sviluppano: dai centri “neri” delle regioni basaltiche del Montiferru, del Guilcer e del Marghine, si passa ai villaggi “rossi” della trachite del Barigadu, e a quelli “gialli” della Marmilla e della Trexenta. In tutti questi ambiti inoltre la tecnica della terra cruda si sovrappone a quella della pietra dando luogo a interessanti commistioni tecnologiche.
Il Manuale analizza la complessità dell’insediamento e della cultura dell’abitare delle regioni storiche coinvolte, con particolare riferimento alle scale dell’oggetto architettonico e dei caratteri costruttivi, con lo specifico obiettivo di contribuire alla definizione di linee guida per il recupero dell’architettura di base storico-tradizionale, nell’ambito delle strategie regionali di tutela dell’identità culturale del “paesaggio insediativo storico” e del suo patrimonio edilizio.

Altre informazioni

CD

ISBN-13

Anno uscita

Numero edizione

Numero pagine

Volumi

Profilo Autore

Atzeni Carlo

Laureato in Ingegneria civile-edile con il massimo dei voti e lode, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Ingegneria Edile presso il Dipartimento di Architettura della Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Cagliari, con la tesi: "Le culture dell'abitare nelle regioni storiche del Mediterraneo. Tradizioni costruttive a confronto fra conservazione e modificazione". Vincitore del Concorso nazionale per un Assegno di Ricerca dell'Università degli Studi di Cagliari, da svolgersi presso il Dipartimento di Architettura, relativo al programma dal titolo "Insediamento e culture del costruire tradizionali nel contesto regionale fra conservazione e modificazione: materiali per una manualistica del recupero", responsabile scientifico prof. Carlo Aymerich. Svolge attività didattica nei Corsi di Laurea in -Architettura e Ingegneria Edile- e in -Architettura delle Costruzioni- della Facoltà di Ingegneria di Cagliari e sviluppa un'intensa attività di ricerca sulle tematiche del recupero e del progetto di architettura nei contesti storici urbani e rurali. È autore di numerose pubblicazioni e memorie in convegni nazionali e internazionali sull'architettura di base del bacino del Mediterraneo, della Sardegna, e sul rapporto fra le identità locali e il progetto contemporaneo in architettura. Ha partecipato ai Seminari internazionali sul recupero dei centri storici delle città di Cagliari (2004) e di Salvador de Bahia (2005). Collabora con la -Commission Europèenne Meda Euromed Heritage- nel Programma Rehabimed, nell'ambito delle cui attività ha fatto parte, fra l'altro, del gruppo di progetto per il recupero della medina di Marrakech (2006).